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Progetto S.E.W.A.T. - Produrre energia dalle onde del mare
Progetto S.E.W.A.T. - Produrre energia dalle onde del mare

Inserito da      Giulio Teodoro Maellaro

Settore: Energia e ambiente

Inserito il 24-08-2026

Piattaforma: Idee da finanziare


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Il progetto S.E.W.A.T. (Sustainable Energy by WAves Trap), sviluppato da GECO-GLOBAL ENGINEERING CONSTRUCTIONS S.R.L., brevetto n. BR2010A00004 estensione PCT/IB2011/053091, prevede di captare l’energia posseduta dalle onde marine anche di piccola taglia, tipiche del Mar Mediterraneo, per produrre energia sostenibile.

Il progetto che si propone  prende spunto dall’osservazione dello scenario naturale offerto delle onde frangenti e prevede, essenzialmente, la costruzione di una seria di vasche modulari in calcestruzzo, a sviluppo allungato, poste in mare, parzialmente immerse, in direzione ortogonale alla direzione dominante delle onde. Possono quindi trovare collocazione o sul lato esterno (esposto ai marosi) delle dighe foranee  e delle barriere frangiflutti  o in posizione isolata parallelamente alla linea di costa, ad una certa distanza a protezione della costa stessa, surrogando quindi anche la funzione di difesa costiera.

Ogni vasca ha la parete esposta ai marosi, idoneamente attrezzata, in grado di captare l’acqua delle onde  che vi si infrangono. Questo è possibile perché  la parete captante presenta numerosi varchi muniti di paratoie mobili le quali, sotto l’azione di ogni onda, si aprono, consentendo l’ingresso dell’acqua nella vasca che, quindi, viene riempita.

Nella fase di riflusso dell’onda le paratoie si chiudono automaticamente per effetto idrodinamico, impedendo l’uscita dell’acqua dalla vasca, ovvero le paratoie fungono da “valvole di non ritorno”. L’acqua accumulata nella vasca produce energia elettrica durante il travaso nel mare calmo sul lato riparato dalla vasca stessa, perché durante il travaso  attraversa una pluralità di microturbine  idrauliche che, girando,  azionano generatori elettrici. Si tratta a tutti gli effetti di un bacino idroelettrico in mare, che, seppur di piccole dimensioni, è alimentato continuamente dalle onde del mare.

L’idea innovativa è appunto il sistema di captazione delle onde e il modo di sfruttarne l’energia.  L’energia elettrica prodotta  può essere immessa in rete o preferenzialmente  può essere usata in loco per la produzione di idrogeno consentendo un auspicabile sviluppo della relativa filiera.

La realizzazione del progetto, che può avvenire con moduli indipendenti ed autonomamente funzionanti che possono essere replicati indefinitamente lungo tutta la costa, renderà possibile la produzione di energia a costi molto competitivi, in quantitativi tali da ridimensionare drasticamente il ruolo delle energie fossili tradizionali che oggi, invece,  rivestono un ruolo primario e strategico.


PUNTI DI FORZA

OPPORTUNITA': si sfrutta in modo intensivo la disponibilità di fonte energetica fino ad oggi quasi trascurata, ma che è caratterizzata da un’alta densità di energia ottenendo potenze anche elevate con impianti di dimensioni relativamente limitate;

IMPATTO AMBIENTALE:

la produzione di energia avviene in modo realmente e pienamente sostenibile ad impatto positivo sull’ambiente perché non implica alcuna influenza negativa sull’ambiente a livello globale, mentre a livello locale  comporta  un miglioramento dell’ecosistema. Infatti:

 viene occupato un water-front marginale non altrimenti utilizzabile per altri impieghi, per cui non si sottrae spazio produttivo per altre attività;

 l’approvvigionamento delle materie prime è limitato alla sola fase di realizzazione dell’impianto e, in modo limitato,  alle fasi di manutenzione. Infatti, in fase di produzione, l’energia ottenuta proviene totalmente dal moto ondoso, essendo l’impianto autoalimentato. I materiali necessari per la costruzione dell’impianto sono comuni,  (essenzialmente calcestruzzo, acciaio, materiali compositi ecc…) di facile reperibilità, di uso frequente nella pratica quotidiana, non inquinanti e riciclabili. Le quantità dei materiali impiegati non sono tali da alterare il mercato degli stessi.

non viene impiegato né cloro né qualsivoglia altra sostanza e/o metodo antivegetativo e antincrostante;  il “ marine fouling” viene rimosso dalle parti funzionali (pannelli captanti, paratoie, turbine ecc.) per essiccazione in aria;

 non vi è alcuna produzione di CO2, di scorie, di residui o di reflui da smaltire o da stoccare né nella fase di costruzione degli impianti, né nella fase di gestione, né nella fase di dismissione a fine ciclo produttivo che, peraltro, si stima estremamente lungo, sicuramente maggiore di 50 anni;

 la sabbia che si deposita nella vasca può essere usata per il ripasciamento delle coste, mentre le alghe e le incrostazioni, rimosse in occasione delle manutenzioni, possono essere usate per la produzione di biocombustibili;

 se l’impianto viene realizzato accostato alle dighe foranee o alle barriere frangiflutti non si alterano le correnti marine, né si altera il paesaggio, per cui la sua realizzazione non comporta impatto visivo;

 se l’impianto viene realizzato in posizione isolata può surrogare la funzione di protezione dei litorali svolta dalle difese costiere o la funzione svolta dalle dighe foranee per la realizzazione di porti;

 in esercizio vengono travasati nello specchio di mare calmo, riparato dalla vasca stessa, ingenti quantitativi di acqua proveniente dal mare aperto, pulita ed arieggiata dal moto ondoso, che contribuisce all’ossigenazione e al ricambio dell’acqua dei porti o dei  bacini chiusi che, inevitabilmente, si formano con la costruzione di difese costiere o delle dighe foranee.  In tal modo si creano le condizioni ottimali per lo sviluppo di una itticoltura di qualità perché, seppur localizzata in tratti di mare al riparo dai marosi, risulta avere le tipiche caratteristiche offshore;

 all’interno della vasca si accumulano, trasportati dalle onde, i rifiuti purtroppo sempre  presenti nel mare, con la possibilità di poterli rimuovere e smaltire correttamente;

in occasione dei periodi di mare calmo e quindi non produttivi, durante i quali si svolgeranno  le operazioni di manutenzione, è possibile catturare in modo non traumatico le specie ittiche protette rimaste imprigionate nella vasca, per poterle analizzare, studiare e catalogare  prima del loro rilascio in mare;

l’indice EROEI (Energy Returned On Energy Invested) è estremamente alto, (ovvero il rapporto tra l’energia utilizzabile e i costi energetici per ottenerla) sicuramente superiore alla maggior parte delle fonti energetiche attualmente sfruttabili;

L’energia delle onde se non  sfruttata,  viene naturalmente dissipata  producendo erosioni e danni al sistema costiero.  Il sistema proposto invece  capta tale energia senza sottrarla ad altri ecosistemi e senza creare  squilibri ed alterazioni ambientali.

PERICOLOSITA' DEI PROCESSI:

si impiega  una  tecnologia semplice che non comporta l’uso di sostanze tossiche e/o nocive, già collaudata  ed in uso in altri ambiti della tecnica, totalmente priva di  pericoli, rischi e  implicazioni per la collettività.

Non vengono usati idrocarburi né altre sostanze che possano, anche incidentalmente, produrre inquinamento ambientale.

TEMPI DI MESSA IN ESERCIZIO:

i tempi per la messa in esercizio sono  relativamente limitati grazie alla costruzione modulare e alla prefabbricazione industrializzata non invasiva. È  possibile, infatti,  realizzare impianti anche molto estesi come successione di moduli prefabbricati, con il vantaggio che ogni modulo, la cui realizzazione  richiede tempi e risorse relativamente modeste, appena completato, entra immediatamente in produzione.

PUNTI DI DEBOLEZZA:

La produzione di energia elettrica è fortemente variabile sia nel breve che nel lungo periodo essendo legata alle condizioni del moto ondoso. Tale aspetto negativo  può essere superato provvedendo  all’accumulo e alla stabilizzazione dell’energia, oppure, preferenzialmente, producendo  idrogeno. In tal modo, il punto  di debolezza del sistema, si tramuta in un ulteriore punto di forza poiché costituisce un potente stimolo allo sviluppo dell’intera filiera dell’idrogeno con le indubbie ricadute positive in termini di consumo intelligente dell’energia.

Solamente se l’impianto verrà localizzato in posizione isolata, esso sarà visibile dalla terraferma, ma tale impatto sarà sempre meno percettibile quanto più grande sarà la distanza dalla costa. In tal caso può essere l’occasione per sviluppare tutta una serie di attività che vanno dal diporto, all’attività turistiche e  alla itticoltura ecc..  che possono svolgersi a distanza della costa ma al riparo o basate sulla vasca stessa. È ovvio che quest’ultima disposizione d’impianto comporta, seppur in minimi termini, una interazione con il paesaggio, ma, a lungo termine, sarà sicuramente meno impattante rispetto alla non installazione e quindi alla rinuncia di captare energia sostenibile necessaria al genere umano.


Stiamo selezionando partner industriali e finanziari per realizzare il progetto.

Info e contatti: Giulio Teodoro Maellaro (+39 3400626023).

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