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PNRR - Tutti i fondi per le imprese

PNRR - Tutti i fondi per le imprese


Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è la risposta del Governo Italiano alla crisi economica causata dal Covid-19. E’ un piano che descrive l’impiego di 209 miliardi di euro che arriveranno dall’Europa e le riforme che dovranno essere attuate per ammodernare il Paese.



Il piano è suddiviso in 6 missioni*, ognuna delle quali è dettagliata in 16 componenti.

Di seguito le misure dedicate alle imprese rielaborate dal team H2biz.


MISSIONE 1: DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITÀ, CULTURA E TURISMO

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La Missione 1 del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è dedicata alla Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo. Da sola impegna 40,32 miliardi ed è il capitolo dove troviamo le principali agevolazioni per le aziende.


M1C2 – DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE E COMPETITIVITA’ NEL SISTEMA PRODUTTIVO

La Componente 2 della Missione ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione e la digitalizzazione del sistema produttivo. Prevede significativi interventi trasversali ai settori economici come l’incentivo degli investimenti in tecnologia (Transizione 4.0 – con meccanismi che includono l’utilizzo della leva finanziaria per massimizzare le risorse disponibili e l’ampliamento degli investimenti ammissibili), ricerca e sviluppo e l’avvio della riforma del sistema di proprietà industriale.


QUADRO DELLE MISURE E RISORSE (MILIARDI DI EURO):

Ambiti di intervento/Misure Totale
Investimento 1: Transizione 4.0 13,38
Investimento 2: Investimenti ad alto contenuto tecnologico 0,34
Investimento 3: Reti Ultraveloci (5G e Banda Ultralarga) 6,71
Investimento 4: Tecnologie satellitari ed economia spaziale 1,49
Investimento 5: Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione 1,95
Riforma 1: Riforma del sistema della proprietà intellettuale 0,03

 

Investimento 1: Transizione 4.0

Si tratta dell’investimento principale della componente 2 e si traducono nella realtà con le misure di incentivazione fiscale incluse nel Piano Transizione 4.0.

  • Credito di imposta industria 4.0
  • Credito di imposta Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design
  • Credito di imposta per la formazione 4.0


Queste misure sono sinergiche con gli interventi dedicati a ricerca applicata, innovazione e collaborazione ricerca-impresa descritte nella Componente 4 della Missione 2.

Per quanto riguarda la formazione alla digitalizzazione, oltre agli interventi di credito di imposta sulla formazione 4.0 saranno predisposte ulteriori misure.

Da un lato, per incentivare la crescita di competenze gestionali (per il digitale), verrà elaborato e sperimentato un modello di riqualificazione manageriale, focalizzato sulle PMI (con programmi di formazione ad hoc, il coinvolgimento delle associazioni di categoria e l’utilizzo di modelli di diffusione incentrati su piattaforme digitali).

Dall’altro, nell’ottica dell’upskilling digitale come strumento di formazione continua per i lavoratori in cassa integrazione, verranno sperimentati programmi di training ad hoc, di cui usufruire appunto con flessibilità nei periodi di cassa integrazione, incentivati tramite il taglio (temporaneo) del cuneo fiscale sia per l’impresa che per il lavoratore.


Investimento 2: Investimenti ad alto contenuto tecnologico

Per l’Italia, caratterizzata da un robusto settore manifatturiero e un’economia orientata all’export, la sfida dell’innovazione e della modernizzazione è cruciale.

Questa linea di intervento prevede contributi per sostenere gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature per produzioni di avanguardia tecnologica (Allegato A alla legge n.232 del 2016) ed è complementare alle misure Transizione 4.0 descritte nel paragrafo precedente.

Investimento 3: Reti ultraveloci (banda ultra-larga e 5G)

La nuova strategia europea Digital Compass stabilisce obiettivi impegnativi per il prossimo decennio: deve essere garantita entro il 2030 una connettività a 1 Gbps per tutti e la piena copertura 5G delle aree popolate. L’ambizione dell’Italia è di raggiungere gli obiettivi europei di trasformazione digitale in netto anticipo sui tempi, portando connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale entro il 2026.

Investimento 4: Tecnologie satellitari ed economia spaziale

Allo spazio è ormai ampiamente riconosciuto il ruolo di attività strategica per lo sviluppo economico, sia per il potenziale impulso che può dare al progresso tecnologico e ai grandi temi di “transizione” dei sistemi economici (ad es. anticipazione delle implicazioni del cambio climatico tramite l’osservazione satellitare), sia per la naturale scala continentale/europea che ne contraddistingue l’ambito di azione e di coordinamento degli investimenti.

Il Piano Nazionale include diverse linee d’azione: SatCom, Osservazione della Terra, Space Factory, Accesso allo Spazio, In-Orbit Economy, Downstream. Le risorse stanziate dal PNRR copriranno una quota degli investimenti definiti per queste linee di intervento

Investimento 5: Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione

Questo investimento si tradurrà in due interventi principali:

  • Rifinanziamento e ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST
  • Competitività e resilienza delle filiere produttive

Per sviluppare la competitività e resilienza delle filiere produttive lo strumento utilizzato saranno i Contratti di Sviluppo che daranno supporto finanziario, sia in termini di fondo perduto che di tasso agevolato con particolare attenzione alle filiere produttive.



MISSIONE 2: RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA

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Si tratta della missione più poderosa di tutto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed impregna il 31% delle risorse complessive.

Gli obiettivi globali ed europei al 2030 e 2050 (es. Sustainable Development Goals, obiettivi Accordo di Parigi, European Green Deal) sono molto ambiziosi. Puntano ad una progressiva e completa decarbonizzazione del sistema (‘Net-Zero’) e a rafforzare l’adozione di soluzioni di economia circolare, per proteggere la natura e le biodiversità e garantire un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

Questa transizione rappresenta un’opportunità unica per l’Italia, ed il percorso da intraprendere dovrà essere specifico per il Paese in quanto l’Italia:

- Ha un patrimonio unico da proteggere: un ecosistema naturale, agricolo e di biodiversità di valore inestimabile, che rappresentano l’elemento distintivo dell’identità, cultura, storia, e dello sviluppo economico presente e futuro

- É maggiormente esposta a rischi climatici rispetto ad altri Paesi data la configurazione geografica, le specifiche del territorio, e gli abusi ecologici che si sono verificati nel tempo

- Può trarre maggior vantaggio e più rapidamente rispetto ad altri Paesi dalla transizione, data la relativa scarsità di risorse tradizionali (es., petrolio e gas naturale) e l’abbondanza di alcune risorse rinnovabili (es., il Sud può vantare sino al 30-40 per cento in più di irraggiamento rispetto alla media europea, rendendo i costi della generazione solare potenzialmente più bassi


M2C2 – ENERGIA RINNOVABILE, IDROGENO, RETE E MOBILITA’ SOSTENIBILE

Gli obiettivi della componete 2 della missione 2 sono:

- Incremento della quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile (FER) nel sistema, in linea con gli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione
- Potenziamento e digitalizzazione delle infrastrutture di rete per accogliere l’aumento di produzione da FER e aumentarne la resilienza a fenomeni climatici estremi
- Promozione della produzione, distribuzione e degli usi finali dell’idrogeno, in linea con le strategie comunitarie e nazionali
- Sviluppo di un trasporto locale più sostenibile, non solo ai fini della decarbonizzazione ma anche come leva di miglioramento complessivo della qualità della vitaSviluppo di una leadership internazionale industriale e di ricerca e sviluppo nelle principali filiere della transizione
 

Ambito di intervento/Misure Totale
1. Incrementare la quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile 5,90
Investimento 1.1: Sviluppo agro-voltaico 1,10
Investimento 1.2: Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’auto-consumo 2,20
Investimento 1.3: Promozione impianti innovativi (incluso off-shore) 0,68
Investimento 1.4: Sviluppo biometanto 1,92
Riforma 1.1: Semplificaione delle procedure di autorizzazione per gli impianti rinnovabili offshore e onshore  
Riforma 1.2: Nuova normativa per la promozione della produzione e del consumo di gas rinnovabile  
2. Potenziare e digitalizzare le infrastrutture di rete 4,11
Investimento 2.1: Rafforzamento smart grid 3,61
Investimento 2.2: Interventi su resilienza climatica delle reti 0,50
3. Promuovere la produzione, la distribuzione e gli usi finali dell’idrogeno 3,19
Investimento 3.1: Produzione in aree industriali dismesse 0,50
Investimento 3.2: Utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate 2,00
Investimento 3.3: Sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale 0,23
Investimento 3.4: Sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto ferroviario 0,30
Investimento 3.5: Ricerca e sviluppo sull’idrogeno 0,16
Riforma 3.1: Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell’idrogeno  
Riforma 3.2: Misure volte a promuovere la competitività dell’idrogeno  
4. Sviluppare un trasporto locale più sostenibile 8,58
Investimento 4.1: Rafforzamento mobilità ciclistica 0,60
Investimento 4.2: Sviluppo trasporto rapido di massa 3,60
Investimento 4.3: Sviluppo infrastrutture di ricarica elettrica 0,74
Investimento 4.4: Rinnovo flotte bus e treni verdi 3,64
Riforma 4.1: Procedure più rapide per la valutazione dei progetti nel settore dei sistemi di trasporto pubblico locale con impianti fissi e nel settore del trasporto rapido di massa  
5. Sviluppare una leadership internazionale industriale e di ricerca e sviluppo nelle principali filiere della transizione 2,00
Investimento 5.1: Rinnovabili e batterie 1,00
Investimento 5.2: Idrogeno 0,45
Investimento 5.3: Bus elettrici 0,30
Investimento 5.4: Supporto a start-up e venture capital attivi nella transizione ecologica 0,25


Investimento 1.4: Sviluppo biometano

La linea di investimento si pone l’obiettivo di: i) riconvertire e migliorare l’efficienza degli impianti biogas agricoli esistenti verso la produzione totale o parziale di biometano da utilizzare sia nel settore del riscaldamento e raffrescamento industriale e residenziale sia nei settori terziario e dei trasporti; ii) supportare la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano (attraverso un contributo del 40 per cento dell’investimento), sempre con le stesse destinazioni; iii) promuovere la diffusione di pratiche ecologiche nella fase di produzione del biogas (siti di lavorazione minima del suolo, sistemi innovativi a basse emissioni per la distribuzione del digestato) per ridurre l’uso di fertilizzanti sintetici e aumentare l’approvvigionamento di materia organica nei suoli, e creare poli consortili per il trattamento centralizzato di digestati ed effluenti con produzione di fertilizzanti di origine organica; iv) promuovere la sostituzione di veicoli meccanici obsoleti e a bassa efficienza con veicoli alimentati a metano/biometano; v) migliorare l’efficienza in termini di utilizzo di calore e riduzione delle emissioni di impianti agricoli di piccola scala esistenti per i quali non è possibile accedere alle misure di riconversione.

Da segnalare:

Il completamento del meccanismo di sostegno FER anche per tecnologie non mature e lestensione del periodo di svolgimento dell’asta (anche per tenere conto del rallentamento causato dal periodo di emergenza sanitaria), mantenendo i principi dell’accesso competitivo;

Investimento 5.1: Rinnovabili e batterie

L’intervento è finalizzato a potenziare le filiere in Italia nei settori fotovoltaico, eolico, batterie per il settore dei trasporti e per il settore elettrico con sviluppo di: i) nuovi posti di lavoro, ii) investimenti in infrastrutture industriali high-tech e automazione, R&D, brevetti e innovazione; iii) capitale umano, con nuove capacità e competenze.

Investimento 5.2: Idrogeno

Obiettivi dell’intervento includono: i) consolidare e creare competenze proprietarie, attraverso R&S in forte sinergia con Fornitori esterni; ii) creare una catena europea nella produzione e utilizzo di idrogeno.

Investimento 5.4: Supporto a start-up e venture capital attivi nella transizione ecologica

L’obiettivo dell’intervento è quindi di incoraggiare e stimolare la crescita di un ecosistema di innovazione, con focus particolare sui settori della transizione verde (es. rinnovabili, mobilità sostenibile, efficienza energetica, economia circolare, trattamento rifiuti, batterie, etc.), tramite investimenti di venture capital diretti e indiretti.


MISSIONE 3: INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

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La missione mira a rendere, entro il 2026, il sistema infrastrutturale più moderno, digitale e sostenibile, in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione indicata dall’Unione Europea con le strategie connesse allo European Green Deal (in particolare la “strategia per la mobilità intelligente e sostenibile”, pubblicata il 9 Dicembre 2020) e di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite.

M3C2 – INTERMODALITA’ E LOGISTICA INTEGRATA

Obiettivi generali:

- Potenziamento della competitività del sistema portuale italiano in una dimensione di sostenibilità e sviluppo delle infrastrutture intermodali sulla base di una pianificazione integrata
- Miglioramento della sostenibilità ambientale, resilienza ai cambiamenti climatici ed efficientamento energetico dei porti
- Digitalizzazione della catena logistica e del traffico aereo
- Riduzione delle emissioni connesse all’attività di movimentazione delle merci
 

Ambiti di intervento/Misure Totale
1. Sviluppo del sistema portuale 0,27
Riforma 1.1: Semplificazione delle procedure per il processo di pianificazione strategica  
Riforma 1.2: Attuazione del regolamento che definisce l’aggiudicazione competitiva delle concessioni nelle aree portuali  
Riforma 1.3: Semplificare le procedure di autorizzazione per gli impianti cold ironing  
Investimento 1.1: Interventi per la sostenibilità ambientale dei porti (Green Ports) 0,27
2. Intermodalità e logistica integrata 0,36
Riforma 2.1: Semplificazione delle transazione di importazione/esportazione attraverso l’effettiva implementazione dello Sportello Unico dei Controlli  
Riforma 2.2: Interoperabilità della piattaforma logistica nazionale (PLN) per la rete dei porti, al fine di introdurre la digitalizzazione dei servizi di trasporto passeggeri e merci  
Riforma 2.3: Semplificazione delle procedure logistiche e digitalizzazione dei documenti, con particolare riferimento all’adozione della CMR elettronica, alla modernizzazione della normativa sulla spedizione delle merci, all’individuazione dei laboratori di analisi accreditati per il controllo delle merci  
Investimento 2.1: Digitalizzazione della catena logistica 0,25
Investimento 2.2: Innovazione digitale dei sistemi aeroportuali

0,11



MISSIONE 4: ISTRUZIONE E RICERCA

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La Missione 4 mira a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di una economia ad alta intensità di conoscenza, di competitività e di resilienza, partendo dal riconoscimento delle criticità del nostro sistema di istruzione, formazione e ricerca.


M4C2: DALLA RICERCA ALL’IMPRESA

Obiettivi generali:

- Rafforzare la ricerca e favorire la diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata condotta in sinergia tra università e imprese
- Sostenere i processi per l’innovazione e il trasferimento tecnologico
- Potenziare le infrastrutture di ricerca, il capitale e le competenze di supporto all’innovazione

 

Ambiti di intervento/ Misure Totale
1. Rafforzamento della ricerca e diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata condotta in sinergia tra università e imprese 6,91
Riforma 1.1: Attuazione di misure di sostegno alla R&S per promuovere la semplificazione e la mobilità  
Investimento 1.1: Fondo per il Prognamma NAzionale Ricerca (PNR) e progetti di Ricerca di Significativo Interesse Nazionale (PRIN) 1,80
Investimento 1.2: Finanziamento di progetti presentati da giovani ricercatori 0,60
Investimento 1.2: Partenariati allargati estesi a Università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca di base 1,61
Investimento 1.4: Potenziamento strutture di ricerca e creazione di “campioni nazionali” di R&S su alcune Key Enabling Tecnologies 1,60
Investimento 1.5: Creazione e rafforzamento di “ecosistemi dell’innovazione”, costruzione di “leader territoriali di R&S” 1,30
2. Sostegno ai processi di innovazione e trasferimento tecnologico 2,05
Investimento 2.1: IPCEI 1,50
Investimento 2.2: Partenariati Hrizon Europe 0,20
Investimento 2.3: Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria 0,35
3. Potenziamento delle condizioni di supporto alla ricerca e all’innovazione 2,48
Investimento 3.1: Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione 1,58
Investimento 3.2: Finanziamento di Start-up 0,30
Investimento 3.3: Introduzione di dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l’assunzione dei ricercatori dalle imprese 0,60

La componente mira a sostenere gli investimenti in R&S, a promuovere l’innovazione e la diffusione delle tecnologie, a rafforzare le competenze, favorendo la transizione verso una economia basata sulla conoscenza. Le tre linee d’intervento previste coprono l’intera filiera del processo di ricerca e innovazione, dalla ricerca di base al trasferimento tecnologico, con misure che si differenziano sia per il grado di eterogeneità dei network tra Università, centri/enti di ricerca e imprese sia per il grado di maturità tecnologica o TRL (Technology Readiness Level).

Investimento 2.3: Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria

Il sistema di trasferimento tecnologico in Italia mostra ancora importanti aree di miglioramento, tra cui: la bassa propensione a cooperare fra imprese e università e centri di ricerca; la scarsa attrattività dei centri esistenti; la frammentazione del sistema e la presenza di troppi attori senza una missione chiara e uno scopo definito; e, infine, la mancanza di una governance chiara.
L’obiettivo della misura, implementata dal MiSE, consiste nel sostenere, anche attraverso un processo di riorganizzazione e razionalizzazione, una rete di 60 centri (Centri di Competenza, Digital Innovation Hub, Punti di Innovazione Digitale) incaricati dello sviluppo progettualità, dell’erogazione alle imprese di servizi tecnologici avanzati e servizi innovativi e qualificanti di trasferimento tecnologico.

Investimento 3.1: Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione

Il fondo mira a facilitare l’osmosi tra la conoscenza scientifica generata in infrastrutture di ricerca di alta qualità e il settore economico, favorendo l’innovazione. A tale scopo la misura, implementata dal MUR, sostiene la creazione di infrastrutture di ricerca e innovazione che colleghino il settore industriale con quello accademico.

Investimento 3.2: Finanziamento di start-up

La misura è finalizzata ad integrare le risorse del Fondo Nazionale per l’Innovazione, lo strumento gestito da Cassa Depositi e Prestiti per sostenere lo sviluppo del Venture Capital in Italia. Attraverso questa iniziativa, implementata dal MiSE, sarà possibile ampliare la platea di imprese innovative beneficiarie del Fondo, finanziando investimenti privati in grado di generare impatti positivi e valore aggiunto sia nel campo della ricerca sia sull’economia nazionale.

Investimento 3.3: Introduzione di dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l’assunzione dei ricercatori dalle imprese

L’obiettivo della misura consiste nel potenziamento delle competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle Key Enabling Technologies, attraverso:
• L’istituzione di programmi di dottorato dedicati, con il contributo e il coinvolgimento delle imprese
• Incentivi all’assunzione di ricercatori precari junior da parte delle imprese

È, inoltre, prevista, la creazione di un hub finalizzato alla valorizzazione economica della ricerca prodotta dai dottorati industriali, favorendo la creazione di spin-off.


Come accedere alle agevolazioni


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* Le Missioni 5 (Inclusione e Coesione) e 6 (Salute) prevedono interventi di natura sociale e sanitaria.