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Le imprese preferiscono lo Storytelling. L'analisi Big Data di H2biz su 1.000 video aggiornata al 10 luglio 2020

Le imprese preferiscono lo Storytelling. L'analisi Big Data di H2biz su 1.000 video aggiornata al 10 luglio 2020


Storytelling, interviste e presentazioni di prodotti e servizi. Sono questi i contenuti video più frequenti condivisi dagli iscritti H2biz.


1.030 video che forniscono uno spaccato dell'approccio di imprese e professionisti al mercato.


Settori e contenuti (dati aggiornati al 10 luglio 2020)

I settori a più alta frequenza di video sono marketing e comunicazione, credito e finanza, moda e lusso, informatica e TLC. Seguono servizi alle imprese, editoria e media, formazione, energia e ambiente.

Analizzando il tipo di contenuto in relazione alle dimensioni aziendali:

- le grandi imprese hanno puntato sulle interviste al management;
- le pmi si sono concentrate su contenuti di storytelling;
- le start up e gli operatori hi-tech hanno preferito le presentazioni di prodotti e servizi.

Si segnala crescita a due cifre (+28%) dei contenuti B2b (business to business) e un calo di quelli retail (-9%), segno che l'ermergenza Covid-19 ha modificato strutturalmente le abitudini di relazione e comunicazione anche delle imprese con taglio più "industriale".

La durata media dei video è vicina ai 2 minuti (1 min e 48 sec), in linea con la tendenza del mercato che apprezza video brevi e dal ritmo serrato.


Le reazioni del pubblico analizzate dai Big Data

Dai sistemi Big Data H2biz, che monitorano il comportamento degli utenti che visualizzano i video, emerge una netta preferenza per i video di storytelling, dove imprenditori e professionisti raccontano una storia in cui il pubblico si riconosce, e a seguire per le interviste effettuate a margine di eventi o "on the road" piuttosto che quelle rilasciate negli studi televisivi.

Rispetto alla precedente rilevazione (effettuata in data 15 maggio 2020), è cresciuta del 17% la quota di contenuti video di storytelling, anche personale.

Le perfomance sono in crescita costante: il numero medio di visualizzazioni uniche per singolo video è pari a 2.259 (+ 33% su trimestre precedente).

L'audience dei video dipende anche dalla scelta del titolo e dell'immagine di anteprima, fattori spesso sottovalutati. Titoli brevi o poco esplicativi e immagini generiche o loghi aziendali condizionano negativamente i tassi di visualizzazione.

Si conferma la tendenza di chi guarda i video ad interagire con maggiore frequenza con chi lo ha inserito rispetto ad altri strumenti di comunicazione.

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