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H2biz chiude il primo trimestre 2018 con 237 milioni di intermediato. Luigi De Falco: 'Cina e Giappone hanno fatto la differenza'

H2biz chiude il primo trimestre 2018 con 237 milioni di intermediato. Luigi De Falco: 'Cina e Giappone hanno fatto la differenza'


Nel primo trimestre 2018 il Gruppo H2biz ha intermediato prodotti e servizi per un controvalore totale di 237 milioni di euro (+28% su 2017), di cui 196 milioni sui mercati esteri e 41 milioni sul mercato domestico.


Il volume di transato non comprende le operazioni effettuate direttamente da H2biz (privatizzazione Porto di Salonicco, Via della Seta, Fibra ottica a Cuba, Big Data in Cina), ma solo le transazioni di prodotti e servizi intermediate da H2biz per conto delle imprese iscritte all'HUB con controparti "neutre".

Luigi De Falco (Presidente H2biz):

"E' stato un ottimo trimestre, abbiamo compensato il calo di volumi in Iran e Venezuela con la crescita delle operazioni in Cina (+44%) e Giappone (+31%).

I nuovi sistemi Big Data, implementati a metà 2017, hanno contribuito per circa 18 milioni di euro di extra-transato al risultato finale, portando efficienza lungo tutta la catena del valore.

La Cina è diventata il nostro primo mercato di sbocco, seguono Iran, Africa, Venezuela, Giappone. Puntiamo molto sulla Cina per il 2018-2019, la Nuova Via della Seta è il progetto su cui abbiamo investito di più negli ultimi 10 anni.

In Venezuela abbiamo in corso una serie di operazioni (fibra ottica Venezuela-Cuba). La situazione sociale ed economica è drammatica, ma abbiamo già incamerato il calo, non dovrebbero esserci sorprese per il secondo trimestre 2018, che prevediamo stabile. Per precauzione abbiamo coperto il rischio controparte e il rischio cambio con swap e options denominate in dollari USA.

Bene il continente africano. In considerazione delle tensioni degli ultimi anni sulla questione "migranti", abbiamo spostato il focus operativo dal Nord Africa all'Africa sub-sahariana, riuscendo ad ottenere una crescita del 17%.

L'Europa è piatta, abbiamo confermato, non senza difficoltà, i volumi del 2017.

Siamo in crescita in Russia, anche se alcuni comparti scontano ancora le criticità dell'embargo EU contro Mosca.

Passando dalle aree geografiche ai settori di export, molto bene l'industria (meccatronica, biotecnologie, aerospazio, macchinari industriali, tessile e moda) e benissimo i servizi di supporto all'industria (+ 102%). Siamo riusciti a integrare più di 200 aziende di servizi business (dai servizi legali al marketing) nella filiera di export".

Ufficio Stampa H2biz
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