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Giulia Calvani

Resp. Marketing Studio di Architettura
Professionista
Architettura e Design
Sansepolcro (AR) - Italia

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  • Nome Azienda: Studio di Architettura
  • Nome e Cognome: Giulia Calvani
  • CAP: 52037
  • Città: Sansepolcro
  • Provincia: AR
  • Nazione: Italia
  • Lingua preferita: IT
  • Sito web: http://www.archalessandrobarciulli.com
  • Settore: Architettura e Design

Descrizione

"Lo studio dell'Architetto Alessandro Barciulli opera principalmente nell'ambito della progettazione architettonica ed urbanistica, seguendo con le proprie strutture tutte la fasi dalla progettazione alla realizzazione dell'opera. Per tradizione familiare, lo studio svolge consulenza tecnica, edilizia, catastale e topografica, arrivando ad offrire alla clientela una conoscenza tecnica a 360°. Lo studio si occupa della gestione del progetto per committenza sia pubblica che privata, seguendo la realizzazione dell'opera passo per passo: dagli studi preliminari e dal progetto di massima, alla progettazione esecutiva di ogni particolare costruttivo, fino alla direzione dei lavori e alla cantierizzazione, offrendo, in ogni fase, le competenze necessarie per una progettazione integrale. L'utilizzo dei nuovi metodi di rappresentazione, quali la modellazione solida e del rendering fotorealistico tridimensionale, forniscono, in tal senso, un valido supporto per il controllo del progetto in tutte le sue fasi: nell'inserimento ambientale, nella scelta dei materiali e dei colori, del trattamento superficiale, nella scelta e nella disposizione degli arredi, nella perfetta localizzazione e nel dimensionamento delle fonti di illuminazione. "

 

Curriculum vitae

"Arch. Alessandro Barciulli Diplomato Geometra nel 1975, presso l'Istituto tecnico statale di Città di Castello, con voto 60/60. Laureato in Architettura nel 1983, presso l'Università degli studi di Firenze, con votazione 110/110 e lode, discutendo la tesi sull'architettura bioclimatica. Corso di formazione per "coordinatore della sicurezza per la progettazione" e "coordinatore della sicurezza per la esecuzione dei lavori" ai sensi del D.L. 494/96 dal 1997 al 1998. 2) CURRICULUM PROFESSIONALE: Dal 1975 al 1983
-
Il sottoscritto si è iscritto nel Collegio dei Geometri della provincia di Perugia nel 1975, svolgendo subito attività professionale, in particolare nelle provincie di Perugia ed Arezzo. L'attività professionale si è incentrata nelle pratiche tecnico-catastali, nelle rilevazioni topografiche di qualsiasi genere e nell'attività di progettazione edilizia a qualsiasi livello, permesso dall'abilitazione professionale del momento; in particolare progettazione e direzione lavori di fabbricati monofamiliari, bifamiliari e quadri familiari, in Sansepolcro, per importi che mediamente potevano oscillare tra 150 e 400 milioni. Dal 1983 al 1996
-
Il sottoscritto, appena laureato dottore in Architettura, ha subito ottenuto l'abilitazione mediante esame di Stato; in seguito ha chiesto ed ottenuto l'iscrizione presso l'Ordine degli Architetti di Firenze, nel Gennaio del 1984. L'attività professionale si è ampliata in conseguenza del titolo di Architetto ed in particolare si è accentrata nelle provincie di Arezzo e Firenze. Nel 1984, il sottoscritto è stato iscritto nell'albo professionale dei Consulenti Tecnici di Ufficio del Tribunale di Firenze, iniziando una attività di consulenza tecnico legale. Alla fine del 1995, il sottoscritto ha spostato la residenza dal Comune di Firenze al Comune di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Nel 1996, in conseguenza del cambio di residenza, il sottoscritto si è iscritto presso l'Ordine degli Architetti e presso il Collegio dei Geometri della Provincia di Arezzo. Dal 2000, il sottoscritto è iscritto nell'albo professionale dei Consulenti Tecnici di Ufficio del Tribunale di Arezzo."

 

Note

"Intervista rilasciata dalla rivista Valley Life Foto Giacomo Ligi giacomo850@live.it Tornerà Sansepolcro ad essere una polis? E l'orgoglio comunale… Ci meritiamo una città diversa. Per dare alla nostra 'provincia' una qualità di vita reale ed incontrare le aspettative crescenti di una cittadinanza in trasformazione - che guarda parimenti al suo passato rinascimentale, in cerca della sua identità. Alessandro Barciulli dipinge un'immagine chiaroscuro della sua città, Sansepolcro, mentre parla con empatia ed adesione del Borgo e, da architetto, reclama per l'urbanistica la sua funzione più nobile. Gli faccio visita nel suo studio dove mi riceve - tra letterarie ed evocative volute di fumo - insieme alla moglie Giulia, compagna nella vita e nel lavoro. In una città vive anzitutto una comunità: vi abitano delle famiglie e degli individui con aspettative di natura economica, sociale ed estetica. Se vogliamo parlare della nostra 'provincia', così in stima nell'immaginario collettivo per benessere e qualità della vita, occorre partire da questo, da un concetto elevato di urbanistica: Città di Castello, Sansepolcro ed anche gli altri centri minori, talvolta sfigurati nelle loro periferie dal costruttivismo degli anni '60/'70, talaltra bloccati dalla burocrazia o rinchiusi in una progettazione sempre uguale a se stessa, che non ha legami apparenti con il territorio - ma solo con la politica e le sue clientele - e che nemmeno possiede quegli elementi di stacco distintivi di una vera modernità. 'Matita e mouse sono gli strumenti del nostro lavoro e riassumono il rapporto complesso tra il pensiero, l'atto creativo e la macchina tecnologica', racconta divertito. La committenza negli anni si è evoluta maturando attese non solo estetiche e formali ma anche tecniche e funzionali: 'Sono contro i progetti impersonali che non dedicano la necessaria attenzione al rapporto dialettico con le persone'. La sua è una sorta di maieutica, un concorso nella ricerca del ‘vero', 'poiché il disegno è una costruzione di idee che appartiene in primo grado a chi lo commissiona'. Già, ma se il presupposto è così alto, occorre chiarire la definizione di ‘vero': fedele agli elementi che identificano la città e la tradizione, nelle aree urbane quanto in quelle rurali. Un processo di natura antropologica, economica e sociale e, in ultima analisi, una disamina altresì psicologica: 'Pensiamo ad esempio', prosegue l'architetto, 'al bisogno vernacolare di ritrovare la pietra, od alla richiesta del camino in casa, seppure con il vetro a ghigliottina o magari solo scenografico, elementi di un lessico familiare forte ma indefinito'. 'Una voglia dichiarata che rimane nell'animo', aggiunge Giulia, un archetipo. Il vivere patriarcale di una volta - ‘tutti nella stessa stanza attorno al focolare' - è passato subliminale all'ambito urbano con nuclei familiari ahimè sempre più piccoli, in spazi sempre più minimi per non dire angusti'. L'aspetto gaudente della nostra provincia - dove ci si trasferisce abdicando alla città ed alle sue imposizioni - deve essere valorizzato con ristrutturazioni ‘vere', appunto, dove gli elementi storici sono rintracciati piuttosto che introdotti. Vale la pena citare l'immagine bucolica e romantica del contadino di una volta che erigeva la casa con i suoi amici, assecondando in modo spontaneo la sostanza della sua terra: esposizione, vicinanza a fonti d'acqua, vie di comunicazione ed utilizzo di materiali locali. Un legame fortissimo, una sorta di prescrizione naturale: 'Ricordo quando fui coinvolto nel Senese in un progetto che dispose il dissotterramento di tutti i sassi nelle pertinenze e la loro sbozzatura a mano, fino all'intera ricostruzione dell'abitazione!', questi i progetti che esaltano l'unicità del rapporto terra/tradizione. Dalle nostre parti, questo concetto si traduce correttamente 'limitando l'introduzione di elementi tecnici ed alternativi solo alle parti di nuova costruzione, al fine di interpretare un distacco piuttosto che inscenare un falso'. Può essere solo questo il domicilio felice di vecchio ed ultra-moderno: 'Da noi c'è anzitutto la pietra, con colorazioni e cromie pregevoli, dal giallo stinto all'azzurro cristallino, sino al rosa fiore ed al bianco luminoso che esprimono alla perfezione il paesaggio. C'è poi il calore del legno, in primis nelle varietà del rovere e del castagno. Il cotto è invece preferibile a fondovalle, nei palazzi di città. Nelle aree urbane, specie quelle di periferia dei quartieri anni ‘60/'70, quando il gusto si fa anonimo e insignificante è necessario interrompere quel deserto, spezzando le forme ed insinuando un concetto autonomo. In questa direzione, la validità delle ultime leggi ha individuato dei margini di negoziazione con le amministrazioni, con possibilità contrattuali aumentate, specie nella fase iniziale: 'Per non subire la burocrazia del potere, vincolati da regolamenti inappuntabili che possono determinare uno scadimento delle forme e della qualità complessiva del progetto'. A questo punto è proprio Giulia, con piglio sicuro, a mostrarci quanto un'idea di fondo possa animarsi grazie alle ambientazioni ed ai rendering, passando in rassegna una messe di proposte di lottizzazione: 'L'ambientazione 3d dei rendering è in grado di chiarificare quel processo dialettico tra committente e creativo di cui parlavamo prima; rendendolo di immediata fruizione e - attraverso la revisione del modello - evidenziando fastidiosi errori che è difficile prevedere, da una quota sbagliata ad un accostamento di cromie e materiali poco azzeccato, per quanto desiderato'. Il rendering è così un ausilio tecnologico irrinunciabile. Foto-realistico ed integrato allo shooting fotografico è un'allegoria della vita stessa quale ricerca costante che procede dal generale - o dall'universale direbbe Kant - al particolare. Tornando agli aspetti più tradizionali dell'urbanistica, secondo l'architetto Barciulli, oggi più di ieri si può incidere sul volto di una città poiché è aumentata la sensibilità comune, si sono evoluti bisogni ed aspettative: 'Possiamo pensare ad interventi drastici, togliendo alla politica il suo maglio burocratico e coercitivo'. La pianificazione urbanistica ha infatti un impatto devastante sugli aspetti economici, sociali e perfino di pubblica sicurezza. Non solo dunque un valore meramente estetico e funzionale, ma un'utilità reale: 'Le strutture e gli spazi dovranno essere adatti a chi li utilizzerà'. Per questo dovremo interrogare lo stato di verità ed aderenza tra cultura ed architettura: 'Pensate all'antinomia delle case adiacenti di padre e figlio, ironicamente così diverse. Noi architetti dobbiamo essere un po' psicologi nel regolare un rapporto dialogico fatto di umanità e tanta, proprio tanta, voglia di comprendere ed interpretare'. ……. Pubblicazione Marzo 2011 "

 

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"Giulia Calvani: Pubblic Realations "

 

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Ordine degli Architetti della Provincia di Arezzo