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H2biz chiude il primo semestre 2017 con 411 milioni di intermediato. Luigi De Falco: 'Abbiamo compensato con la Cina il calo in Iran'

H2biz chiude il primo semestre 2017 con 411 milioni di intermediato. Luigi De Falco: 'Abbiamo compensato con la Cina il calo in Iran'

Nel primo semestre 2017 il Gruppo H2biz ha intermediato prodotti e servizi per un controvalore totale di 411 milioni di euro (+36% su 2016), di cui 363 milioni sui mercati esteri e 48 milioni sul mercato domestico. Il risultato è in linea con il Piano Industriale 2016-2018 che prevede un intermediato di 800 milioni nel 2017 e di 1,1 miliardi nel 2018.

Il volume di transato non comprende le sub-forniture delle operazioni effettuate direttamente da H2biz (privatizzazione Porto di Salonicco, Via della Seta e posa della fibra ottica a Cuba), ma solo le transazioni di prodotti e servizi intermediate da H2biz per conto delle imprese iscritte all'HUB con controparti "neutre".

Luigi De Falco (Presidente H2biz): "E' stato un ottimo semestre, i risultati sono in linea con le aspettative, siamo riusciti a compensare il calo di volumi in Iran (-18% su 2016) con la crescita delle operazioni in Cina (+39%).
L'Iran resta comunque il nostro primo mercato di sbocco, le tensioni degli ultimi mesi tra Trump e Teheran hanno complicato le transazioni finanziarie, ma la situazione prima o poi si normalizzerà.
Ottima la perfomance in Sudamerica, Venezuela su tutti, dove abbiamo in corso anche altre operazioni (fibra ottica Venezuela-Cuba). La situazione sociale ed economica a Caracas è drammatica, ma non dovrebbe incidere sulle performance del secondo semestre. Per precauzione abbiamo coperto comunque il rischio controparte e il rischio cambio con swap e options denominate in dollari usa.
Bene anche il continente africano. In considerazione delle tensioni degli ultimi anni sulla questione "migranti" abbiamo spostato il focus operativo dal Nord Africa all'Africa sub-sahariana, riuscendo ad ottenere comunque una crescita del 13%.
Puntiamo molto sulla Cina per il 2017-2018, la Nuova Via della Seta è l'operazione sui cui abbiamo investito di più negli ultimi 9 anni.
L'Europa è piatta, abbiamo confermato, non senza difficoltà, i volumi del 2016.
Siamo in crescita in Russia, anche se alcuni comparti scontano ancora le criticità dell'embargo EU contro Mosca.
Passando dalle aree geografiche ai settori di export, molto bene l'industria (meccatronica, biotecnologie, aerospazio, macchinari industriali, tessile e moda) e benissimo i servizi di supporto all'industria (+ 126%). Siamo riusciti a far lavorare più di 180 aziende di servizi business (dai servizi legali al marketing) nella filiera di export.
Ci aspettiamo un 2017 in linea con il Piano Industriale e un 2018 in crescita a due cifre, molto dipenderà dalle operazioni con la Cina sulla Nuova Via della Seta e dalle performance del Giappone, in cui saremo operativi da settembre".

Ufficio Stampa H2biz
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